VISIONI NEBULOSE
Osservazione, fotografia e spettrografia delle nebulose galattiche
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.:Nebulose oscure
.:Osservazione e fotografia
.:Spettrografia

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.:Osservazione e fotografia

Visualmente, le nebulose appaiono anche negli strumenti di maggiore apertura relativa come delle pallide macchie biancastre nelle quali inutilmente si cercherebbe d'individuare il minimo particolare; a volte sfugge perfino la forma nota da illustrazioni, l'osservazione visuale pertanto puo essete limitata alla localizzazione degli oggetti più luminosi.

L'astronomia nebulare moderna si fonda interamente sulla fotografia, tuttavia, data la debole luminosità delle nebulose, è necessario che la esposizione sia sempre lunga, specie se si opera con filtri di di luce o con prismi di forte potere dispersivo per lo studio degli spettri e delle velocità radiali; lavorando con forti aperture e con emulsioni molto sensibili, possono bastare alcune decine di minuti o qualche ora per avere sufficienti riproduzioni, ma in alcuni casi, come nella spettrografia, si può giungere a decine d'ore di posa in notti successive.
Comunque, per poter realizzare delle buone fotografie nebulari occorre:
1) che la notte sia oscura e senza Luna e l'oggetto ben alto sull'orizzonte;
2) che lo strumento equatoriale sia dotato di un ottimo movimento di orologeria;
3) che l'atmosfera sia trasparente, secca e perfettalente tranquilla.
E' questa la condizione più importante e la più difficile ad ottenersi e deve essere verificata tanto più rigorosamente, quanto maggiore è l'apertura dell'obiettivo.
4) che la lastra fotografica sia molto sensibile;
5) che sia ottimo il trattamento dello specchio, se riflettore, e trattate o comunque pulite le lenti dello strumento, se rifrattore.
Poiché la posa è necessariamente molto lunga, è molto ottimistica l'idea che, per quanto perfetto sia il movimento orario, lo strumento segua esattamente il corpo che si sta fotografando, pertanto sarà necessario guidarlo micrometricamente tenendo costantemente l'occhio al canocchiale di guida, puntando questo non sulla nebulosa, che neppure si riuscirebbe a discernere, bensì su di una stellina, prossima quanto più possibile all'oggetto in studio, ma certamente fuori asse; tale stella di guida sarà trovata spostando sui suoi supporti lo strumento ausiliario o lateralmente sulle guide il tubo porta-oculare, e sarà sufficientemente luminosa da consentire l'osservazione al massïmo dell'ingrandimento (2 -:- 3 ingrandimenti per millimetro di obiettivo). Più è forte l'ingrandimento e più è facile apprezzare gli spostamenti; è utile a volte sfocare leggermente l'immagine della stella per meglio apprezzare la sua posizione rispetto al reticolo, la cui luminosità sarà dosata per realizzare un sufficiente contrasto.

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